Cos’è l’attenzione

Possiamo considerarla una funzione neurologica indispensabile alla nostra sopravvivenza. E’ la capacità di localizzare gli stimoli ambientali e organizzare in risposta azioni adeguate, requisito fondamentale per la sopravvivenza umana (sistemi attenzionali AAS e PAS).  I suoi fondamenti indispensabili sono la direzionalità contestualizzata del contatto oculare e la ben consolidata sinergia tra le funzioni cognitive di base e sensoriali. Grazie agli studi effettuati con i nuovi metodi di neuroimmagine come la PET , è stato possibile identificare i meccanismi cerebrali grazie ai quali è possibile dirigere lo sguardo nello spazio e focalizzare ciò che interessa. Nell’adulto tale capacità è ottimale, nel bambino è raggiunta mediante una prima fase in cui gli stimoli sono legati ad esperienze di natura corporea e propriocettiva e una seconda in cui gli stimoli emergono da un’interazione continua e costante con l’ambiente. Il grado di massima espansività e operatività del livello attentivo tramite i due sistemi AAS e PAS avviene a 8 anni, periodo lungo il quale la corteccia si espande. Se un bambino ha adeguatamente vissuto e sviluppato le diverse tappe motorie i centri nervosi si attiveranno per selezionare al meglio gli stimoli sensoriali, in tal modo   la corteccia sarà così capace di effettuare una selezione accurata degli stimoli esterni e il bambino oltre a mantenere lo stato d’allerta imparerà a concentrarsi su un segnale specifico raggiungendo  il livello d’attenzione selettiva e selettiva spaziale. La selezione darà la priorità agli stimoli che arrivano in figura perché ritenuti importanti, cioè funzionali al proseguimento della nostra azione costituendo così: UN APPRENDIMENTO

Tutto ciò ha da sempre costituito il  fondamento della nostra sopravvivenza che comincia con una prima forma di attenzione che è LO STATO DI ALLERTA, regolato dagli strati bassi della corteccia cerebrale e che non opera alcuna funzione di selezionamento. E’ pertanto importante nei primi mesi di vita del bambino consentirgli esperienze motorie ricche e propedeutiche al consolidamento di succesive funzioni cognitive che lo predisporranno all’apprendimento così che i centri nervosi responsabili  siano messi in grado di esercitare una prima selezione delle informazioni; quest’attività avvantaggerà moltissimo il lavoro dell’area corticale che sarà lo ricordiamo quella di filtrare le informazioni in entrata in modo da poter selezionare quei dati sui quali concentrare l’attenzione.