Archivi categoria: Intervento abilitativo

Laboratori per l’Apprendimento

L’Accademia mette a disposizione dell’utenza Laboratori di “Potenziamento” di tutte abilità funzionali, con particolare riferimento alle competenze grafomotorie, visuospaziali e fonologiche. I nostri laboratori a carattere ludico e creativo, poggiano su uno sfondo  di osservazione pedagogica delle specifiche risorse e potenzialità di ciascun individuo e di restituzione della Cura di Sè mediante il rafforzamento dei livelli di autonomia e della relazione con l’ambiente.

Scrivere a mano

Scrivere a mano rappresenta una delle funzioni più preziose che l’essere umano sia in grado di esprimere, una funzione che va educata, esercitata e custodita nell’arco di tutta la vita. L’abilità di esercitare il tratto grafico può però essere condizionata da molteplici fattori che non consentono alla funzione di strutturarsi. Diverse condizioni di tipo motorio, visivo, posturale, muscolare o di natura funzionale specifica possono originare disturbi della scrittura che vanno tempestivamente inquadrati con un ‘adeguata osservazione clinica e approfondimenti diagnostici che consentano di delineare un programma di intervento individualizzato e adeguato alle difficoltà emerse.

Al contrario di quello che attualmente molti sostengono, l’abilità dell’individuo di scrivere a mano e in corsivo, è tutt’altro che superata o superabile. Eseguire un’ azione fino-motoria così complessa e sequenziale consente di raggiungere più elevati livelli di concentrazione e di assimilazione dei contenuti oggetto dell’elaborato, potenziando mediante un atto creativo fortemente integrato, l’evoluzione degli apprendimenti scolastici e non solo.

Strategie didattiche individualizzate

Creare una strategia didattica consona allo stile di apprendimento di un individuo significa scoprire quali sono le modalità mediante le quali entra in contatto con diversi contenuti scolastici. Quali sono le potenzialità legate al suo sviluppo funzionale? osservare il potenziale delle risorse presenti significa calibrare l’intervento didattico su questa espressione dell’intelligenza che emerge dal suo canale più efficace che diventa anche prezioso supporto all’autostima e alla fiducia nella risposta dell’ambiente. Non esiste un modo di apprendere uguale per chiunque, ognuno disegna con l’esperienza una propria architettura cognitiva, percorsi personali e alternativi per giungere alle soluzioni, per ricordare, per mappare, per connettere, ma perché questo sia possibile l’ambiente scolastico deve poter accogliere e non imporre, osservare e selezionare e non consegnare all’allievo pacchetti preconfezionati quali unici parametri oggettivi di riferimento dai quali poter attingere saperi, capacità e strumenti. L’apprendimento è sempre la risultante di una relazione umana che ha lasciato traccia.

Gli stili di apprendimento

Non esistono modalità di insegnamento standardizzate per ogni docente come non esistono modalità di apprendimento valide per qualsiasi studente. Riteniamo che la relazione educativa sia sempre alla base di qualsiasi possibile strategia didattica applicabile allo stile cognitivo di un individuo; il docente è solo il tramite di un processo di individuazione delle metodologie più conformi all’abilità di apprendere dell’allievo e in questo consiste il prezioso contributo del suo lavoro che egli depone ogni giorno nel campo relazionale. Vengono spesso pubblicizzati strumenti didattici innovativi ritenuti utili, un po’ per tutti, a superare eventuali difficoltà di apprendimento e di ritenzione dei contenuti scolastici, ma ciò non tiene conto dell’individualità e delle modalità specifiche di ciascuno di interagire con il sapere. Uno strumento di aiuto può essere valido per una persona, ma non per un’altra, principio valido per qualsiasi tipo di situazione. Chi è chiamato a fare educazione e didattica non può prescindere dall’osservazione come base di partenza e dall’autonomia come obiettivo prioritario di qualsiasi insegnamento.

Abilità e progetto educativo

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento possono scaturire da diverse condizioni e nel lavoro che andiamo a svolgere cercheremo di dimostrare quanto anche l’influenza dell’ambiente può essere determinante o di semplice contorno a condizioni neurologiche implicanti l’insorgere del problema.

Attraverso il nostro progetto educativo finalizzato al coinvolgimento degli aspetti  motorio, sensoriale e didattico, tenteremo di  approfondire, affrontandole, le ragioni per cui un disagio di cui si è parlato così poco fino a qualche decennio fa, è oggi così diffuso su larga scala. La fisionomia del fenomeno che gli studi più recenti ci aiutano a delineare, ci consentirà di soffermarci sul valore indiscusso della natura di un intervento  mirato all’azione educativa delle funzioni coinvolte, senza mai prescindere dalla dimensione specifica personale dell’individuo e dalla relazione che il professionista impegnato nel trattamento instaura con il proprio utente e con l’intero gruppo.

Questo aspetto risulta quanto mai prezioso ai fini del coinvolgimento totale dell’individuo  nella relazione d’aiuto, perché l’azione abilitativa non assuma i caratteri dell’unilateralità, lo scenario medicalizzato di chi subisce i dettami di una cura da parte di colui che si pone sul gradino più elevato della competenza, ma acquisisca nel suo andamento le tracce di un percorso finalizzato alla restituzione all’utente della cura stessa.  Solo così un’azione per quanto pur legata al rigore di un programma di ripristino delle funzioni, può dirsi veramente “educativa”.

I Disturbi della lettura, della scrittura e del calcolo

La parola dislessia viene introdotta dal prof Berlin di Stuttgart nel 1877 nella sua monografia su di un tipo di cecità verbale. Nel 1917 Hinshelwood pubblica “La cecità verbale congenita”. Nel 1925 Samuel T. Orton, direttore della clinica mentale Greene County(IOWA) introduce la relazione tra disturbi visivi e dislessia parlando di strefosimbolia (lettere speculari).

I Disturbi Evolutivi Specifico dell’Apprendimento o più semplicemnte i DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) possono essere di tipo verbale e non verbale. Rientrano nel DSA non verbale:

  • I Disturbi dlela Coordinazione motoria
  • I Disturbi della coordinazione visuo-spaziale
  • I Disturbi della percezione sociale e dell’interazione

Rientrano nel DSA verbale:

  • I Disturbi del linguaggio in entrata e in uscita
  • I Disturbi della Lettura
  • I Distrubi della Scrittura
  • I Distrubi del Calcolo

 

 

 

Programma Pedagogico Abilitativo Didattico

Presso il Centro OIDA viene praticato il Programma Pedagogico Abilitativo Didattico.

Intervento Pedagogico: riteniamo sia fondamentale in un intervento abilitativo o riabilitativo che sia, il solido terreno di una prospettiva pedagogica che dia risalto alla relazione con l’utente visto come Persona e non come ‘caso’, specialmente se si tratta di un soggetto in età evolutiva. Ciò consente di non perdere mai di vista i bisogni di chi richiede un aiuto per tirare fuori (educere) le proprie risorse inespresse; Abilitativo perchè nel caso specifico dei disturbi della lettura e della scrittura operiamo per abilitare una competenza mai raggiunta e non qualcosa che nel tempo è andato perduto per diverse cause. Didattico, perchè tale intervento non può esimersi dal tener conto dell’esigenza del soggetto/alunno di trovare un’autonomia sul piano didattico, raggiungendo, attraverso strategie  individualizzate più consone alle proprie modalità di apprendimento, gli obiettivi scolastici che gli consentano di sentirsi adeguatamenbte inserito nel gruppo classe anche sotto il profilo delle prestazioni  soggette a valutazione.