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NEUROPEDAGOGIA e NEURODIDATTICA

Osservazione e progetto educativo sulle problematiche relazionali e di apprendimento

  • PROGETTAZIONE per Enti e Scuole
  • Screening, Intervento e Ricerca
  • INTERVENTO DOMICILIARE e in SEDE.
  • LABORATORI sulle Abilità Funzionali e Specifiche 

Visita Neuropsichiatrica, Applicazione del Protocollo Diagnostico sui Disturbi Specifici di Apprendimento per Bambini e Adulti, Intervento Pedagogico Abilitativo Didattico. Inquadramento Didattico. Parent Education e Parent Training.

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Intervento domiciliare. Contatta il Centro OIDA per avere il nominativo di un Pedagogista Clinico OIDA Perfezionato sui DSA disponibile nella tua zona.

I principi alla base dell’esperienza del nostro Centro sono quelli dell’INDIVIDUALIZZAZIONE dei percorsi formativi e didattici e della COLLABORAZIONE con le famiglie. INDIVIDUALIZZAZIONE : i percorsi di recupero e rafforzamento delle discipline scolastiche e di preparazione globale sono pensati caso per caso, sulla base delle esigenze di ogni studente. COLLABORAZIONE con i genitori: Il Centro OIDA riconosce ai genitori un ruolo fondamentale invitandoli a colloqui strutturati di aggiornamento sul lavoro svolto,tenendoli al corrente di qualsiasi elemento rilevante del percorso formativo. Ambiti di supporto scuola primaria : tutte le discipline dalla prima elementare alla terza media scuola secondaria: materie umanistiche Interventi Tecnici Interventi specifici su dislessia, disgrafia, discalculia. Progetto educativo individualizzato eseguito da personale specializzato.

Intervento  Pedagogico Abilitativo Didattico

Intervento Pedagogico: riteniamo sia fondamentale in un intervento abilitativo o riabilitativo che sia, il solido terreno di una prospettiva pedagogica che dia risalto alla relazione con l’utente visto come Persona e non come ‘caso’, specialmente se si tratta di un soggetto in età evolutiva. Ciò consente di non perdere mai di vista i bisogni di chi richiede un aiuto per tirare fuori (educere) le proprie risorse inespresse; Abilitativo e non riabilitativo, perchè nel caso specifico dei disturbi della lettura e della scrittura operiamo attraverso l’esercizio delle funzioni, per abilitare una competenza mai raggiunta e non qualcosa che nel tempo è andato perduto per diverse cause. Didattico, perchè tale intervento non può esimersi dal tener conto dell’esigenza del soggetto/alunno di trovare un’autonomia sul piano didattico, raggiungendo, attraverso strategie individualizzate e più consone alle proprie modalità di apprendimento, gli obiettivi scolastici che gli consentano di sentirsi adeguatamenbte inserito nel gruppo classe anche sotto il profilo delle prestazioni soggette a valutazione. Tutto ciò è anche oggetto della nostra formazione come Scuola, attraverso il perfezionamento annuale indirizzato a tutti i professionisti della relazione d’aiuto dedicati a questo specifico ambito educativo.

Ultimi studi sulla dislessia – 27/08/2010

Segnaliamo due importanti studi condotti da Stanislas Dehaene e Maryanne Wolf esperti mondiali sulla dislessia. Il concetto introdotto da Dehaene è il cosiddetto “riciclaggio neuronale”. Questo fenomeno consiste nella capacità di gruppi neuronali, deputati a specifiche finzioni, ad esempio riconoscimento di volti umani, di riciclarsi nel corso dello sviluppo del Sistema Nervoso specializzandosi nell’analisi dei segni grafici. Un cattivo riciclaggio e dunque una scarsa specializzazione neuronale sarebbe alla base, secondo Dehaene, di alcuni sintomi specifici manifestati dai soggetti dislessici.

Maryanne Wolf riprende il concetto del “riciclaggio neuronale” come prima fase di sviluppo delle capacità di lettura; a questa deve fare però seguito la capacità di automatizzare, cioè di rinforzare e rendere dunque automatici i collegamenti tra i diversi gruppi neuronali specializzatisi nel riconoscimento grafico. Queste due fasi sono, secondo la Wolf, i punti cardini per l’apprendimento della lettura e possono essere alterate da:

1) “un difetto evolutivo, forse genetico, delle strutture alla base del linguaggio e della visione (per esempio, l’incapacità dei gruppi neuronali di queste strutture di imparare a specializzarsi);

2) un problema di raggiungimento dell’automatismo nel recupero delle rappresentazioni entro determinati gruppi neuronali specializzati, o nei collegamenti tra le strutture del circuito, o in entrmbe le cose;

3) un difetto dei circuiti che collegano queste strutture;

4) la ricomposizione di un circuito nervoso del tutto diverso da quelli normalmente usati in un particolare sistema di scrittura.” (Proust e il Calamaro. Storia e Scienza del cervello che legge M.Wolf – pag.186)

La compromissione del riciclaggio neuronale e dell’automatsmo renderebbe molto difficile ai soggetti dislessici, nominare rapidamente delle immagini e allo stesso modo li renderebbe più impacciati dal punto di vista motorio. Peter Wolff è giunto alla conclusione che si tratti di funzioni motorie, visive o uditive, per alcuni bambini dislessici, il problema insorge quando devono coordinare e automatizzare le componenti di un comportamento in modo rapido, preciso e sequenziale.

Un deficit nelle funzioni di collegamento tra strutture o la ricomposizione di circuiti alternativi per la lettura potrebbe essere la causa di un’organizzazione neurologica diversa in cui non si rispetti il normale principio di specializzazione emisferica. in altre parole non si verificherebbe la specializzazione dell’emisfero sinistro per la lettura, ma si determinerebbero collegamenti inusuali  tra l’emisfero sinistro e quello destro nel corso della lettura. Utilizzando un circuito cerebrale completamente diverso, i bambini dislessici possono incorrere nell’errore di invertire una sequenza di lettere o sbagliare l’interpretazione dell’orientamento di una lettera, per esempio b e d.

Maryanne Wolf è una delle più note neuroscienziate cognitiviste. Studiosa della lettura e in particolare della dislessia, insegna alla Tufts University Massachussets U.S.A.

Stanislas Dehaene è Professore al Collège de France ed è stato direttore del INSERM Unit 562, “Cognitive Neuroimaging”dal 1989. Ha lavorato su una serie di argomenti, tra cui: cognizione numerica, le basi neuronali della lettura e dei correlati neurali della coscienza.